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LA TERAPIA DELLA GESTALT

 

La Psicoterapia della Gestalt viene spesso anche definita come “la Terapia del Contatto”, o piuttosto “la Terapia della Sedia Vuota”. In queste definizioni infatti vengono riassunte alcune delle caratteristiche principali di questo approccio teorico alla Psicoterapia.
Da un lato, nel contesto della relazione “Io-Tu” o “Terapeuta-Cliente”, ciò che si cerca di costruire è proprio un contatto con le emozioni. Una connessione con i vissuti portati dalla persona che viene a colloquio, portando nello stanza sé stesso ed i propri vissuti: con la libertà di una scarsa chiarezza, di una minima dose di consapevolezza e spesso con il peso della sofferenza.
La relazione con lo Psicoterapeuta quindi, viene usata in Gestalt per esplicitare questi vissuti, rendere chiaro il loro significato ed aumentarne la consapevolezza nella vita del Cliente; permettendogli in tal modo di scegliere cosa fare del proprio materiale psichico ed uscire progressivamente dagli schemi a volte automatici di azione/reazione che reiterano il dolore.
Nell'intento di Fritz Perls inoltre, psicoanalista fondatore dell'approccio Gestaltico durante gli anni '60 negli Stati Uniti, la Psicoterapia della Gestalt doveva essere anche il luogo in cui sperimentare concretamente il proprio cambiamento. Da qui la particolarità di un lavoro terapeutico che, a volte, può far uso anche di esperienze concrete nella stanza di terapia. Mai standardizzate (non “tecniche” ripetibili quindi) ma sempre calibrate sul qui ed ora della relazione a due che si snoda durante quello specifico percorso di terapia e cambiamento.
In tal senso la Psicoterapia della Gestalt trova un'ottima applicazione, oltre che nei colloqui individuali, anche nei Gruppi di Psicoterapia, entro cui è ancor più possibile utilizzare questo metodo fatto di esperienze ed emotività; dove l'insieme dei membri del gruppo non è mai un ostacolo all'espressione di sé, ma diviene piuttosto una risorsa viva e reale per ogni singolo partecipante che si impegna nel lavoro sul proprio materiale personale.
La capacità d'intervento nei Gruppi inoltre, rende la Psicoterapia della Gestalt capace d'intervenire anche in organizzazioni complesse quali Associazioni o Aziende, entro cui il gruppo rappresenta la realtà oramai universalmente riconosciuta come risorsa umana; quindi motore propulsore della capacità, in questo caso produttiva, del contesto entro cui il gruppo di operatori è impegnato.



TEORIA SISTEMICO-RELAZIONALE

La Psicoterapia Sistemico Relazionale è una forma di Psicoterapia di tipo umanistico, nata intorno agli anni '60 negli Stati Uniti. Tra i teorici più conosciuti di questo approccio si ricordano: Paul Watzlawick, Carl Withaker, Salvador Minuchin, oltre che l'influenza di altri importanti teorici del pensiero complesso quale il filosofo Edgard Morin.
Più spesso è conosciuta come Psicoterapia Famigliare in quanto uno dei suoi campi elettivi di applicazione è la cura e l'intervento di cambiamento nei nuclei famigliari: con particolare attenzione a quelli problematici o disfunzionali, nonché nei fisiologici cambiamenti legati al Ciclo Vitale di ogni famiglia o coppia.
L'applicazione al contesto famigliare o di coppia peraltro, è solo la più conosciuta per questo approccio terapeutico la cui specificità è piuttosto quella di applicare all'esame della realtà, qualunque essa sia, una visione cosi detta sistemica. In tal senso la Psicoterapia Sistemico Relazionale concepisce tutte le situazioni, nei termini di sistemi complessi entro cui agiscono una pluralità di elementi. Allontanandosi quindi da una logica Aristotelica classica, secondo cui la realtà è organizzata in termini di “causa-effetto”, l'ottica sistemica sostiene piuttosto che la realtà delle cose è frutto di rapporti circolari in cui non è possibile identificare univocamente la causa e l'effetto di quella situazione, ma diventa piuttosto necessario osservare le reciproche interazioni tra le parti.
Secondo l'ottica Sistemica, il contesto è sempre frutto della reciproca interazione tra: la realtà osservata, l'osservatore e il background esperienziale e storico di queste parti in causa. Non esiste pertanto mai la possibilità di ritenere una situazione “oggettiva” nel senso che non subisca alcuna influenza da parte di tutte le componenti coinvolte. La realtà va piuttosto intesa nei termini di una continua interazione; di un continuo relazionarsi ed influenzarsi delle parti in gioco e questa lente di osservazione applicata al disagio individuale, consente così di ampliare il panorama da cui osservare il disturbo.
In tal senso vanno quindi lette le definizioni usate dalla Psicoterapia Sistemico Relazionale, secondo cui una persona che mostra sintomi o disturbi, non va vista come problematica in sé; quanto piuttosto come il membro o la componente problematica, molto spesso designata, del sistema entro cui essa è inserita. Sia esso una famiglia, un'organizzazione o un qualunque luogo di lavoro.
Queste specifiche teoriche, rendono quindi la Psicoterapia Sistemico Relazionale un approccio utile e funzionale a qualunque forma di disturbo: sia individuale, di coppia, della famiglia o delle organizzazioni.

 
 
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